Mercoledì 24-02-2021 viene presentata alla Camera di Commercio di Roma, Aula del Consiglio, la nuova Accademia del Gelato Artigianale di cui farò parte assieme a mio fratello Aldo Pasquarella, coordinatore.
Enzo Pennestrì – fondatore dell’Accademia –, Eugenio Morrone, Stefano Ferrara, Emanuele Montana saranno gli altri protagonisti che ci pregiamo di avere nel gruppo.

Nell’occasione sarà presentato il libro “ Il gelato artigianale e il territorio, una scelta naturale”, una breve guida in cui abbiamo condensato alcune riflessioni su una possibile idea di gelato naturale gustoso, a basso impatto e sano, che parte dalla tecnica e si amplia ponendo in evidenza l’interdipendenza vitale tra gli elementi della filiera agroalimentare, in particolare del nostro territorio laziale. Abbiamo, infine, allegato un ricettario coerente e valido per tutte le stagioni.

Numerosi saranno gli interventi istituzionali, alla presenza della stampa ed esponenti dei social media.

Tra le varie mission dell’Accademia, spicca naturalmente la didattica, ed è ciò di cui vorrei un po’ raccontarvi oggi.

Nel mondo anglosassone usano un’espressione che mi è particolarmente cara: lifelong learning, ossia formazione permanente. In sostanza si tratta di prolungare nel corso della propria vita non tanto l’apprendimento, che è ovvio non ha mai termine, bensì un atteggiamento e una metodologia.

La pressante competitività del mercato da un lato, e l’esigenza di un consumatore sempre più accorto alla qualità, induce l’artigiano oggi a dover riflettere sul modello di impresa che interpreta.

Fino a poco tempo fa era diffusa la convinzione che i banchi di scuola fossero prerogativa solo della giovane età, in contrapposizione a una fase più adulta in cui ci si limita a esercitare la professione imparata. Un paradigma, questo, destinato a cedere il passo a una soluzione capace di fornire competenze continuamente aggiornate e capacità specifiche.

Il lifelong learning è un concetto che fa un ulteriore passo in avanti, perché richiede l’intenzionalità dell’artigiano, mosso da un’esigenza di evoluzione professionale ma anche di rinnovamento personale. La vera novità, però, rispetto al passato è che tale processo è continuativo, appunto lifelong learning: che dura tutta la vita.

È su questo spirito che si è costituita l’Accademia del Gelato Artigianale – il sito è attualmente in costruzione – dove le figure che ne fanno parte abbracciano per prime questi valori.

L’adagio “non si finisce mai di imparare” è preso molto seriamente, e le incessanti sperimentazioni sono pane quotidiano imprescindibile di chi oggi vuole insegnare in modo innovativo.

Questo a partire dall’abbattere vecchie convinzioni basate sulla gelosia e sull’ “abbiamo fatto sempre così”. In effetti il modello formativo proposto dall’Accademia avrà delle caratteristiche innovative anche in termini di condivisione, ma ne parleremo a tempo debito. Molto lavoro c’è da fare, e siamo molto determinati a farlo.

Il gruppo è una fucina di conoscenze e abilità. È nota in tutto l’ambiente la stima di cui godono nomi del calibro di Eugenio Morrone, campione del mondo, di Stefano Ferrara, grande tecnico e sperimentatore, di Vincenzo Pennestrì, fine ed esperto conoscitore nonchè imprenditore di prestigio, Emanuele Montana, la cui raffinatezza delle creazioni puntualmente mi sorprende.

Uno dei cardini dell’evoluzione oggi del nostro settore è proprio la condivisione di competenze guadagnate sul campo, al fine di alimentare quel progresso continuo e sempre più urgente che richiede oggi il professionista. L’Accademia non è racchiusa tra quattro mura, ma si avvale di competenze flessibili e collaborazioni capaci di offrire proprio quel modello formativo dinamico ed efficace in termini di mercato, sia in ambito nazionale che internazionale.

L’eccellenza raggiungibile oggi passa necessariamente per una nuova visione, consapevolezza e capacità, pilastri del passaggio generazionale a cui stiamo assistendo in tutti i settori. Generare idee e creare opportunità è prerogativa di persone propositive. Persone che hanno voglia di impegnarsi a evolvere e rinforzare la propria identità, non smettendo mai di coltivare e condividere la crescita delle capacità.

E con questi presupposti tutto diventa possibile, anche per il profano che per la prima volta si affaccia nel meraviglioso mondo del gelato.

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